Valerie. Il mio “incontro” con Amy Winehouse. Ep I







Questa che segue è una storia vera.

La storia di come la Magia della Vita si muove in mille modi misteriosi e imperscrutabili e di come io ho imparato sulla mia pelle quanto sia vano e folle elucubrare strategie per ottenere qualcosa in particolare, quando, sul piano del puro Spirito, non solo abbiamo tutto, ma siamo Tutto. Da sempre e per sempre.

È anche il racconto di come e quanto le Dimensioni che chiamiamo Vita e Morte non siano che due stanze dello stesso edificio, l’una amplificazione e senso profondo dell’altra, in una relazione che solo la nostra totale impreparazione alle percezioni sottili ci costringe a interpretare con terrore.

Se stai leggendo queste righe significa che questo è il momento per te di accogliere questo messaggio, altrimenti non saresti qui, ora.

È anche il segno che, a prescindere dalle circostanze, sei sempre oggetto di grande amore e di incessante supporto. Prova ad accoglierli.

Luce ed Energia a te,

Valerio

valeriomattei.com





Luglio 2011

In giro non si fa altro che parlare di una giovane cantante inglese, morta a 27 anni, tale Amy Winehouse.

Quando si diffonde la notizia mi trovo spaparanzato sul divanetto di un bel resort pugliese, in pieno assetto vacanziero, a scrollare pigramente lo schermo del mio cellulare.

Leggo di questa voce incredibile, spenta per sempre nel sonno da una fatale miscela di super alcolici. Il circo mediatico si attiva, con le solite immagini di fiori, candele e file di fans affranti davanti alla sua casa.

Personalmente non la conosco, se non come uno di quei personaggi super pompati, roba da MTV.

Ricordo di aver pensato qualcosa tipo “se l’è cercata” o quasi. Un momento di cinismo di cui mi sarei pentito amaramente, dopo qualche settimana, quasi come San Pietro al triplice canto del gallo.

E quel “gallo” stava per cantare forte, spaccando in due la mia vita di uomo e di musicista.

Sono cresciuto in una famiglia serena, perfetta, piena di amore e armonia.

Diplomato al Liceo Classico e laureato in Scienze della Comunicazione, a quei tempi ero un trentenne, impiegato ma anche appassionato musicista che fin dall’adolescenza si era diviso tra musica dal vivo, sedute di registrazione, comunicazione a tutto tondo e così via., 

Seguivo come tutti una sana ambizione, volevo farcela, sfondare.

Sognavo concerti, San Remo, il Primo Maggio e così via. 

Perché…. “la vita è una!” e perché “si campa una volta sola!” 

Quell’estate invece, stavo per essere trasportato su una dimensione completamente diversa, in cui avrei compreso in maniera inequivocabile e disarmante che viviamo su infiniti piani di esistenza, che la linearità del tempo è una mera illusione prospettica e che ciò che chiamiamo morte non è l’annullamento della vita, ma la sua esplosione gloriosa.


Fine Ep I

Valerio Mattei

Roma, Novembre 2020

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