martedì 7 gennaio 2020

L'Oste

Io vado e vengo
come un oste indaffarato,
da un momento in cui mi pento,
a un altro in cui sono contento
di averti conosciuto.
Da un momento in cui mi arrendo,
a un altro in cui ti sento
ancora mia.



La vita a volte mi dispiace
dalla notte che sei volata via.
E anzi pensavo... neanche di essere capace
di sopravvivere a tanta nostalgia.

Ho ritrovato la tua lettera stasera
nel penultimo cassetto,
che alla fine, gira gira,
diventerà come un altare.
Ho letto qualche riga poi, di getto,
l'ho richiuso con un colpo secco,
con la rabbia amara
di chi può solo ricordare.

Io vado e vengo
come un oste sconsolato,
stanco e indifferente.
Nella Locanda del Silenzio
dove il Niente,
il cliente più esigente e più spietato,
ordina continuamente
Vuoto e Poesia.

Valerio

(Testo di Valerio Mattei)

Valerio Mattei GCS
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