lunedì 12 febbraio 2018

E alla fine…la solitudine.

E alla fine…la solitudine.
Questa cara vecchia compagna che è il fedele specchio del nostro rapporto con noi stessi; se questo è buono è buona anche lei e viceversa.

Questo manto erboso, questa nebbiolina in fondo al cuore…

Dopo un concerto bello tosto come quello di stasera, dove sudi, tiri fuori l’anima, spari nelle orecchie delle persone la forma sublimata delle tue esperienze, dei tuoi guai, delle tue gioie…. Alla fine.. la solitudine.
Uno a uno vanno via tutti, ti ringraziano, ti dicono una parola carina e poi…silenzio. Tu e i tuoi strumenti. La strada è un vecchio teatro abbandonato, qualche semaforo ti strizza il suo occhio giallo intermittente, alla radio canzoni di qlc tempo fa.

Raga quando state tutti schierati lì davanti…fate un bell’effetto… la cosa ti comincia a prendere.
Vi riuscite a immaginare voi…cosa significa vedere tante persone diverse convergere una dopo l’altra per ascoltare la tua musica…ogni volta è come se fosse il mio compleanno!!

E la sensazione di enorme potenziale che hai quando tutti sono seduti e non ti rimane che iniziare….
È molto simile a quello che si prova prima di fare l’amore ;)
E poi il viaggio comincia.. a volte prevale un po’ il rumore di fondo sulla musica ma a me non dispiace, anzi sono consapevole e felice del fatto che le persone siano lì anche per comunicare tra loro e non unicamente per il concerto.

Addirittura a volte capita, come stasera, che due persone che ho conosciuto separatamente e che invece si conoscono tra loro, si rincontrano a un mio concerto e lì la goduria è massima.
Si perché credo profondamente nell’importanza dell’incontrarsi.
Incontrarsi riduce lo stress, migliora la comunicativa, ci ricorda come nessuno sia santo né malvagio, ci ispira.

L’energia degli altri ci rimane addosso e moltiplica la nostra quando ci incontriamo.
Ecco, sentirmi un tramite di questi incontri mi esalta e mi gratifica.
Quello che sto facendo in questo percorso non è solo un fatto di musica, ha a che fare con tanti aspetti della nostra vita: l’amicizia, le emozioni, la comunicazione di un messaggio… non è solo musica, c’è dentro tutta la mia umanità.

E alla fine quando cala il sipario, la solitudine ti abbraccia come un accappatoio fuori dalla doccia.
Nel silenzio totale di queste ore riesci perfino a sentire il ronzio del sangue nelle tue orecchie e questo suono è buono… ti dice che va tutto bene, che hai fatto il tuo… che hai comunicato ad altri un qcs che non è tuo, non viene da te e che quindi non deve rimanere dentro di te.
Sono lusingato che questa energia scelga di esprimersi anche attraverso di me sottoforma di creatività artistica, e quando attraverso di me arriva anche ad altre persone…questo è il massimo.

Questa è la mia missione. Io sono al servizio di questa Signora, di questa energia, di questa creatività. Il fatto che per veicolarla pubblicizzi la mia faccia e il mio nome è del tutto accessorio e poco rilevante.

Una volta comunicata questa energia, consapevole di essere solo uno strumento, felice di esserlo e onorato di sapermi in Mani tanto sagge, mi ritiro in pace.

Ora sono pronto alla fine per sprofondare nella mia dimensione con la compagna più fedele che ogni artista conosca… alla fine… la solitudine.


Valerio
Roma, 7 Giugno 2009 h. 3.00

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